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Biografia

Terenzio nasce a Gissi, nell'Ottantasei. Gissi è "casa" in molti sensi, non solo in quanto dimora familiare. Gissi è a portata d'uomo, di quell'uomo che saluta il vicino, aiuta l'amico e tende la mano al conterraneo. Questo collante con l'altro, questo legame profondo con la prossimità dei balconi intorno influenzerà per sempre le scelte di vita di Terenzio.
Nel rumore dello strapaese che può dirsi tale, in bicicletta fino a notte fonda, a riparo dentro la vita in cui tutti conoscono te, quindi i tuoi genitori e di conseguenza la tua intera linea generazionale; in libera impennata verso giochi allestiti alla Villa comunale o improvvisati davanti al negozio della nonna e nell'officina che spalanca meraviglie dove l’amato nonno-eroe gli regalava grandi macchie sulla maglietta: Terenzio è ovunque, tranne che a casa, in quel dinamismo che non tiene mai a riparo e non fa sentire mai soli.
La scuola, in questo pullulare di socialità, è un luogo che pone le sbarre alla creatività e perciò bisogna prenderla con le pinze: studiare con quella verve viva che ti fa passare all'anno successivo senza però perderti le mani in pasta nella storia reale, ...
... quella che sta fuori e che riguarda poco i testi scritti e stantii e molto la parola data e perciò esigente. Un cattivo studente? Sì, ma a prezzo di aver presagito che il mondo va come deve andare solo se sei tu a spiarne i meccanismi e ad invertire la rotta, se necessario.
È con questa consapevolezza che Terenzio va al liceo e diventa tutto più stimolante e complicato.
La fazione "Gissi" come metafora di quelli che hanno imparato a stare al mondo perché il loro mondo non ha figli di papà, ma solo figli e papà; una fazione che percepisce il problema degli spostamenti, dell’entroterra, dell’opportunità e del merito.
Mixando queste esigenze palpabili e vitali al sapore delle versioni di greco e al mai così digeribile profumo della chimica, la pozione che ne viene fuori è potentissima e un solo modo esiste per suggellarla nell'inizio di una prorompente rivoluzione: la politica studentesca. La scalata è una sola ed è un clichè: rappresentante di classe, rappresentante d’istituto, animatore dei corridoi e incitatore di musica metal e assemblee decisamente movimentate.
Terenzio è ancora quel "cattivo studente" che però sta diventando anche un "cattivo ragazzo", almeno a detta di alcuni. Perché saranno pure gli anni Duemila, ma certe scelte, come ad esempio la militanza a destra, sono sempre costate caro.
Il grande incontro con una sezione di partito e con la vita che ci gira attorno porterà un approccio inedito nella vita di Terenzio.
Inedito, sì, ma che in fondo ha il sapore del “già conosciuto”: qualcosa di così atavico e riconoscibile, distintivo nella sua forma primordiale. La comunità è ciò in cui Terenzio più si ritrova, l’aggregazione fatta di scambio -agorà- è quanto di più vero e antico dà senso alla parola degli uomini.
Biografia - Terenzio Rucci
Biografia - Terenzio Rucci
Il motivo per cui è stata regalata, forse, la parola agli uomini. Intrecci, scambi, formazione militante e culturale: l’area pullula di possibilità e anche di minacce, di miti e di pericoli e un’intera generazione è in fermento per la possibilità di affermarsi sopra i vecchi binomi superati e vani.
Si staglia, sullo sfondo, la strage delle Torri Gemelle. E mentre il mondo si divide in America o non America, per Terenzio l’Occidente può a sua volta c ostituire una terza via, una scelta di radici che ha alle sue spalle l’antenata culturae europea. Terenzio è irritato dalla facilità con cui anche a scuola, persino i professori, propongono gli schemi classici e pongono barricate alla libera espressione.
Una forza motrice, dentro, lo trascina più forte: sa cosa insegue.
Certo, però, il mondo non lo cambiano i soli paradigmi, ma il farsi largo tra le fatiche della propria vita vissuta appieno.
E le stagioni estive come cameriere, il viaggio andata e ritorno per cercarsi un lavoretto, gli amici, la patente, la quasi bocciatura, i recuperi, la prima fidanzata: sono tutte concrezioni di atteggiamenti che caratterizzerebbero un normale ragazzo abituato a non chiedere e alla ricerca ostinata di sé stesso; ma rimane lì quella voce, dentro, che non silenzia mai quell’amore tricolore. Quell’appartenenza postulata a un preciso mondo che lo avrebbe richiamato poco dopo...
Messa insieme la maturità a sessantesimi che sembrano davvero formare un'ora per quanto volati...e si vola davvero. Ma a Roma questa volta. L’università e la scelta più controcorrente che potesse fare una persona libera: giurisprudenza. Ingabbiato in grossi, grossissimi manuali di diritto privato così prepotenti da togliere il sonno e corridoi pieni zeppi di volti provenienti da tutte le parti d’Italia. Accenti che formano una prateria di coetanei, ma non è tutto: perché di veramente sterminato c'è altro. Ed è Roma. Persino lui, lo confessa, proprio come chiunque abbia un'anima non scalfita dall'abitudine, ha paura.
Si trova nel mezzo di una metropoli così distante dal paese dove scriveva regole e storie; si districa ancora male nel delirio di percorsi che non portano ancora da nessuna parte perché il destino è tutto da scrivere e la strada è segnata, sì, da molti incroci e mezzi pubblici ma non è ancora chiara. E, a dirla tutta, è una strada battuta di diverse e grandi difficoltà, che a soli VENTUNO anni gli riserva l’incontro con una brutta malattia. Il bilico, la frustrazione, la depressione che ne deriva. Cure, momenti di sconforto, altre cure che funzionano poco e male; i volti cari rimasti vicini ma il prezzo da pagare, pure quello, caro. Carissimo. Il ritorno forzato a Gissi, l’interruzione degli studi, amici che vanno via e specialisti che fanno ingresso in casa.
Poi: il miracolo.
E se qualcuno gli chiede: “come ne sei venuto fuori?”, la risposta è da far rabbrividire. “Lo sport”, dice fieramente e gli luccicano gli occhi, come ogni volta che si parla di cose grandi. Palestra di vita, a detta di tanti: per lui no.
Biografia - Terenzio Rucci
Biografia - Terenzio Rucci
Biografia - Terenzio Rucci
Aveva già provato cosa fosse la vita, cosa la palestra.
Lo sport è invece una possibilità di riscatto che si ascrive al perno dell’essenziale: l’identità. Nello sport, infatti, ognuno mantiene fieramente la propria identità che è messa a disposizione di un gruppo o che è portata al massimo della sua fruttuosità nel record.
Manifestazione piena del pensiero laterale eppure della collaborazione; tesi dell’empatia, ma anche del rispetto rigoroso delle regole; ottemperanza dell’integrità ma solo per elevare la dignità del dirsi uomini: lo sport porta ad un livello altro della riflessione totale e restituisce al genere l’espressione di ciò che non è estrinseco.
Lo sport impatta, si manifesta, si lascia assaporare con l’ostinazione, la dedizione e il sacrificio: lo si può solo rincorrere nella garanzia di non averlo mai per trovare la forza, il giorno dopo, di correre un pelino più in là.
E si sa che ogni cosa grande che un uomo fa - o diviene - , è il derivato di avvenimenti carnali, di contingenze proprie, di personali patimenti che avevano celata dentro una destinazione. Tutto sta a dipanarla.
Oggi Terenzio Rucci, per dire grazie allo sport, ha fatto dello sport la sua missione e la racconta nelle scuole, nelle periferie, tra gli ultimi e tra i primi. Promotore di molteplici iniziative sociali e sportive, si è battuto per il terzo settore senza sosta e senza tregua, ha ricoperto vari ruoli istituzionali all’interno dell’ente di promozione sportiva O.P.E.S. Italia., di cui dal 2019 è Presidente per l’Abruzzo, disseminando in tutta la regione buone pratiche sportive spesso intrecciate anche con l’associazione ambientalista Fare Verde Chieti-Pescara con la quale porta avanti campagne di sensibilizzazione e responsabilizzazione sulla natura e il rispetto del pianeta.
Ma torniamo alla storia principale…Perché nel mezzo di questa caduta e rialzata con onore e con fermezza, Terenzio si è, intanto, dopo la malattia, riappropriato della sua vita, rimettendosi sui suoi passi negli studi e facendo ritorno a Roma.
E in un banalissimo pomeriggio di studio, un richiamo, più forte di altri e sempre lo stesso, lo riavvicina all’origine di quella che, in fondo, può definirsi da sempre la sua missione: viene invitato nella sezione di via Sommacampagna 29 a Roma, lì viene a contatto con il mondo di Marco Marsilio e Giorgia Meloni. Qui conosce il senso d’appartenenza, la libertà dell’avere una visione, il significato profondo del mettersi a disposizione della comunità; è disposto a dare al tempo il valore delle tappe; mescola studio e strada; rincorre gli amici nelle loro battaglie e studia gli autori chiave dell’ambiente.
È l’inizio della militanza prima nel Popolo della Libertà, in Azione Universitaria e infine in Fratelli d’Italia, dove ancora oggi Terenzio si posiziona e si ritrova, avendo inoltre il grande onore ma soprattutto l’estrema responsabilità di affiancare un governatore regionale e di interfacciarsi ogni giorno con i principali attori del panorama nazionale, con l’attuale Presidente del Consiglio, rimasta sua amica, e con tutta la squadra di governo, fatta di fratelli, amici e militanti rimasti prima di tutto tali.
Passando per la campagna elettorale prima di Alemanno e poi di Meloni sindaco al comune di Roma, per quelle di Camera, Senato ed Europee, due sono state però le battaglie che più di altre lo hanno coinvolto anima e corpo: le elezioni al CNSU e quelle regionali.
Biografia - Terenzio Rucci
Biografia - Terenzio Rucci
Biografia - Terenzio Rucci
Dall’esperienza del CNSU, Terenzio ha imparato la tenacia e, facendosi strada in lungo e largo per lo stivale, ha comunicato con chiunque lo incrociasse ed è diventato punto di riferimenti dei giovani non solo abruzzesi e romani, ma di tutta Italia. Oltre alla rappresentanza studentesca e ai convegni interni alle università, tantissime sono state le manifestazioni giovanili da lui organizzate, innumerevoli i manifesti programmatici stilati per i giovani nelle plenarie organizzate in qualunque spazio libero di mare, montagna, città o provincia; innumerevoli gli Atreju in cui stava dietro le quinte a curare tutto: dal come montare un palchetto a quale tematica lanciare per accendere il dibattito.
Scalata per scalata, nel 2019, la svolta. Ha dipinto in una notte (letteralmente tra il 31 Dicembre e Capodanno) uno vano (forse un garage?!) che avrebbe costituito il centro di controllo e la base di lavoro per la campagna elettorale di Marco Marsilio in regione Abruzzo: un’impresa estremamente complessa.
Ma a Terenzio le cose facili non sono mai piaciute e ha fatto bene a scommettere, fino in fondo, sull’amico Marco e sull’uomo integro Marsilio. Ne è divenuto mandatario elettorale e capo comitato della campagna per la Presidenza Regionale e ora ricopre ora il ruolo di Responsabile dell’Ufficio di diretta collaborazione. Il motore pulsante per il quale tutto questo è stato un gioco riuscito? L’unico contemplabile: una causa che risale all’origine e reinterroga tutta la sua storia fino a qui. Setacciando l’Abruzzo in ogni sua più piccola frazione, infatti, il cerchio si è chiuso e Terenzio è tornato a casa, tra i suoi volti, proprio da dove eravamo partiti. E ora? Piomberà di nuovo in una sfida? Certo che lo farà. È scritto nelle sue linee della mano, che hanno visto in tanti perché se c’è una cosa che veramente Terenzio ama è sporcarsele ogni giorno, per la gente e tra la gente.

Rassegna Stampa

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Nato nel 1980, oggi OPES aps è una Rete Associativa Nazionale di Terzo Settore (decreto n. 484 del 30-12-2022 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).
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Grazie ai suoi dipartimenti (ambiente; salute; benessere; scuola e università; lavoro e formazione; protezione civile e volontariato; turismo sociale e sportivo; sport; responsabilità sociale), ai suoi progetti (sportivi, di Servizio Civile, di promozione sociale, nazionali ed internazionali) e ai suoi eventi multidisciplinari (come Roma Sport Experience) e celebrativi (come Premio Città di Roma, Gala dello Sport), può raggiungere i suoi obiettivi e rimanere fedele alla sua mission: generare valore nella società.
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Lista MARSILIO PRESIDENTE

Dopo cinque anni di buon governo targato Marsilio, ci stiamo avviando alla nuova consultazione elettorale regionale. Dobbiamo, ovviamente, lavorare per costruire la rappresentanza politico regionale per il prossimo quinquennio. Crediamo che abbiamo fatto tante cose buone ma non perdiamo l’umiltà di sapere che possiamo fare ancora meglio e per farlo abbiamo bisogno di ampliare la squadra di governo.
La lista “Marsilio Presidente” va esattamente in questa direzione, vogliamo riunione i migliori amministratori territoriali, esponenti delle società civile e tecnici competenti, per costruire insieme un programma amministrativo che guardi all’Abruzzo dei prossimi 50 anni.
Il coordinatore regionale della lista è Terenzio Rucci, già a capo della campagna elettorale del 2019 che finì con la vittoria di Marco Marsilio.
Vogliamo costruire una maggioranza ampia in grado di prendere scelte impopolari che verranno rivalutate dai nostri nipoti, un politico non deve guardare al proprio orticello ma al mondo che verrà. Continueremo a dare invece ancora più forza alla direzione che abbiamo preso fino adesso per quanto riguarda le infrastrutture, il turismo, il supporto alle attività produttive senza mai perdere di vista il sociale e l’ambiente.

La lista Marsilio Presidente vuole rappresentare la maggioranza degli abruzzesi, persone per bene e moderate.
Nella maggior parte delle elezioni comunali, nella nostra Regione, sono usate liste civiche e non di partito, la nostra gente è abituata a votare le persone e la nostra lista è fatta di persone per bene.

Lista - Marsilio Presidente
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